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copertina libro crescent city primo libro della saga di Sarah J Maas

Crescent City: La Casa di Terra e Sangue – Recensione Umile

Ogni volta che inizio un romanzo di Sarah J Maas, 4 cose sono certe.

  1. Ci saranno dei refusi di traduzione;
  2. All’inizio la storia sembrerà non avere senso;
  3. La protagonista mi starà altamente sulle scatole da subito;
  4. Il romanzo e i personaggi cambieranno completamente la mia esistenza.

Mentre scrivo questa recensione con la mia tazza preferita di Basgiath in mano, posso dire che il primo capitolo della saga di Crescent City – La Casa di Terra e Sangue – non delude le aspettative. 

Prima di incontrare Crescent City, io e Sarah abbiamo una storia molto banale: l’ho conosciuta grazie alla sua serie ACOTAR, che mi ha sbloccata dopo anni di inattività letteraria. Da lì non l’ho piu lasciata. Sarà per un meraviglioso shadow daddy che ho amato da subito, o per le sue protagoniste con seri problemi a trattenere il cibo nello stomaco, ma mi sono innamorata. Grazie poi alla saga di otto libri di TOG (Il Trono di Ghiaccio) mi avete persa per sempre. 

Dopo un anno dal sofferto distacco da Aelin, Manon e i personaggi di TOG, ho avuto il coraggio di prendere in mano l’ultima saga che va a chiudere il cerchio del Maas Verse: Crescent City.

Le tre serie della dolce Saretta, sono tutte intrecciate in un unico universo con leggi, sistema magico e Dei quasi sovrapponibili. 

Vi serve un’altro motivo per recuperare questi libri? 

Ve la do io: a breve uscirà ACOTAR 6 (Elein e Azriel saranno la mia fine). Piccole indiscrezioni non molto sussurrate, mi portano a pensare che ci saranno spoiler di questi tre libri e, soprattutto, sarà importante sapere cosa è accaduto nei tre romanzi di Crescent City.

Continuate a leggere l’articolo per saperne di più.

Una trama che trema (senza troppi spoiler giuro)

Se il vostro incipit ideale per un romanzo fantasy è quello di una tranquilla giornata in montagna, qui siete nel posto sbagliato. La storia parte in pieno stile Maas: ovvero con un Maassacro (fa ridere ma anche riflettere). 

La nostra protagonista è Bryce che, a differenza di Aelin, è una Queen della notte: appena laureata le piace andare per locali e conquistare più Vanir possibili.

Di giorno lavora in un negozio di antiquariato con un capo alquanto sospetto e comprensiva quanto Miranda Priestley; la sera esce con le sue amiche: Juniper (ballerina fauna elegante e delicata), Fury (super spia inquietante), e Danika (Alpha del branco di Lupi chiamati Branco dei Diavoli, la squadra di polizia più forte di Crescent City). Non c’è tempo per conoscere i personaggi: nel giro di 20 pagine Danika muore, uccisa insieme a tutto il suo branco di lupi da una misteriosa creatura. 

L’omicidio del Branco dei Diavoli viene imputato a un umano ribelle che vuole rovesciare gli Asteri, sei stelle incarnate in esseri bellissimi e scintillanti che governano con un egemonia totalitaria l’intero mondo, in cui umani e creature inferiori vengono emarginati  o, in casi estremi, schiavizzati come i folletti in Harry Potter. 

Da cui Bryce inizia una spirale deprimente che l’accompagnerà in un salto di due anni, finché L’Arcangelo Micah, il Governatore della città, ordina a Bryce di indagare. Per sicurezza le mette alle costole Hunt Athalar, angelo caduto durante l’ultima ribellione contro gli Asteri, che fa il sicario per punizione. Il romanzo ora diventa uno screen play perfetto per una puntata di CSI Miami e i due passano metà del libro a:

  • Cercare il Corno di Luna, arma di distruzione di massa più scomoda del pianeta (per sapere perché leggete il romanzo), rubata secoli prima. Da chi non è dato sapere.
  • Scaricarsi addosso barili di tensione sessuale mai risolta, che Nesta e Cassian spostatevi. 
  • Scoprire che a Crescent City gira la Synth, una droga che trasforma la gente in mostri super-potenti e fuori controllo.

Durante le indagini Bryce collaborerà anche con suo fratello Rhun (personaggio più interessante per ora) che porta a galla la leggenda dei Figli delle Stelle. Qui puoi leggere l’articolo dove spiego cosa sono e il worldbuilding dettagliato. 

Partiamo con la recensione divisa in parti per aiutarci, altrimenti scrivo la divina commedia. 

Recensione a caldissimo 🔥

World building 🌍

Mi piace molto com’è strutturato ed è coerente per tutto il romanzo. Di solito non amo gli Urban Fantasy che rimangono sempre nello stesso posto, di conseguenza qui partiamo malissimo. La città è molto stratificata e ogni quartiere ha il suo tratto distintivo. Si percepisce perfettamente la divisione in caste, anche se le si chiama Case, ma la disparità tra quelle dove stanno i Vanir, più “alti” è evidente. Ovviamente i lupetti e i fae li amiamo già, come si fa dai.

Curata e polemica anche la situazione politica e sociale del romanzo. Crescent City – definita anche Lunathion in alcuni passaggi – è chiusa all’interno di una bolla di pace e consumismo. Fuori dalle mura della città invece, nella terra di Pangera, la ribellione degli umani imperversa, mietendo milioni di vittime per sottrarsi all’egemonia degli Asteri. 

Il romanzo mi ha fatto riflettere soprattutto su un fatto inquietante: noi europei e, in generale, l’Occidente, siamo esattamente come i protagonisti di Crescent City: in una bolla di bellezza e consumismo, mentre intorno a noi il mondo esplode. Mi fa rabbia in certi passaggi vedere l’indifferenza di Hunt, di Bryce e di Rhun rispetto a tutto quello che accade fuori da Crescent City, perché mi ricorda la mia. Mentre ragazzini vengono torturati, io vado a farmi le unghie. Esattamente come Bryce. 

Credo che Sarah voglia far riflettere su questo. 

Scena migliore: il Summit dove tutte le Case si incontrano e la vera stratificazione sociale è palese e chiara.

Sistema Magico ✨

In linea con gli altri del MaasVerse. Molto coerente e a tratti con piccole novità per i Fae (come l’Ordalia e la Discesa) che mi piacciono molto. Sembra che Sarah faccia più ordine in questa società: i Fae sono primordiali e istintivi ma questa versione 2.0 è credibile e intensamente verosimile. Molto spesso poi i personaggi si prendono gioco di archi e tropi dello stesso mondo creato da Sarah.  Spesso viene criticata per un sistema troppo fiabesco e stereotipato. Ma lei non si scoraggia, anzi. Prende le critiche e le fa pronunciare ai suoi stessi personaggi. Geniale oltre che funzionale. 

Ha creato sostanzialmente il futuro del sistema dei Fae di Wendelyn nel Trono di Ghiaccio. WOW. 

Personaggi ⚔️

Che dire. Per me sono sempre la parte più ben fatta di Sarah, ma in questo primo libro mi hanno delusa. Almeno per ora. 

Bryce Quinlian: i paragoni con Aelin, Feyre e Nesta sono d’obbligo e forse, PER ORA, non regge il confronto. Ha sempre vissuto in pace, rispetto alle sue alter ego. Stranamente ha una famiglia stabile (i genitori non sono morti, o torturati e questo mi ha stupita) che la rende incapace di cavarsela da sola per più di dieci secondi. A metà romanzo si ritrova isolata dalle sue amiche per scelte alquanto discutibili. L’unica che le resta accanto è Lehabah, spiritello del fuoco che insieme a lei lavora nel negozio di antichità. 

Hunt Athalar: Malakhim molto carino e molto muscoloso. Fortissimo rispetto agli altri angeli (per non si sa bene quale motivo) ha il potere di incanalare i fulmini. Ha un passato da ribelle per aver tentato di rovesciare gli Asteri, che ora sta scontando come schiavo di Micha. Rimarrà sotto la proprietà dell’Arcangelo finché non avrà ripagato il suo debito di uccisioni. Macabro. Ma sicuramente originale.

Rhun Dahnaan: principe ereditario dei Fae di Valbara. Meraviglia e gaudio. Decisamente il mio preferito per ora. Insieme ai suoi best Fae mi ricorda i dolci Illyrian e mi fa mancare terribilmente Cassian. Controlla le ombre e legge nella mente. Vi ricorda qualcosa? Sono pronta a scommettere tutti romanzi della mia libreria che c’entra Rhys.

Fratello di Bryce, i due all’inizio sono come cane e gatto. Succube della trope coppia fratello/sorella in crisi, gli voglio un bene smisurato e adoro ogni scena con Bryce. Troviamo un difetto a questo paraninfo? Il rapporto disastroso con il padre già visto e poco funzionale per ora.

LEAHABA SARAI SEMPRE NEL MIO CUORICINO, dolce fiammella scoppiettante meritavi di più.

Villain 😈

Ne abbiamo più di uno. Quello più diretto, l’Arcangelo Micah, mi è piaciuto. Un po’ grigio, perfetto e ambiguo al punto giusto. Alla festa si aggiunge Sandriel, Arcangelo guerriera, che ha combattuto la sorella gemella ribelle, uccidendola. Amorevole vero?  Avrei dovuto avere più tempo per odiarla. Ma ci si riesce bene ugualmente. Gli Asteri, ambigui e sfuggenti, concludono il pigiama party. Per me sono dei villain al 100%, e anche ben riusciti. Sembrano un po’ Snow in Hunger Games. Innoqui e lontani per ora, ma vedremo la rivolta. 

I Dolentissimi 😱

Per la nostra lista dei dolentissimi abbiamo 4 punti: pochi, ma saldissimi.

  1. Il padre di Rhun e Bryce, Re dell’Autunno: vince il premio per il personaggio più INUTILE nella storia dei personaggi inutili. Di solito valuto con un metodo infallibile chi merita questo ambito premio. Il concetto è  usa anche con i periodi in analisi logica: se lo togliessimo, la storia reggerebbe? La risposta è si. Oltre a non aiutare per tutto il romanzo, non mette nemmeno i bastoni tra le ruote in modo decente ai due personaggi. Passa il suo tempo a minacciare il figlio che però ha la Spada Stellare della fiamma e della morte FAE e quindi è più forte di lui. Gli scambi tra i due sono inutili ai fini della storia e rallentano solo il racconto. Con Bryce poi non ne parliamo. I conflitti con lui non la fanno avanzare come personaggio, la lasciano statica. Lo odia punto. Se togliessimo questo personaggio non ce ne acc nemmeno. Ed è un peccato visto che l’intera eredità Fae è rappresentata da lui. Mah.
  2. Stiamo solo su Crescent City. Lo so, è un Urban Fantasy, è normale. Ma mi rompe comunque. Si parla di altre regioni che non vengono mostrate nella mappa e questo mi urta.
  3. La parte romance tra Bryce e Hunt è aberrante: spero che le cose si sistemino perché per ora non provo ne caldo nel freddo per questa coppia. Ricordiamo le altre coppie protagoniste, tra carraman e compagni. Dai su. Possiamo fare di meglio Sarah.
  4. Sandriel dura davvero troppo poco: volevo più phatos, aveva il potenziale di diventare come Meave, ma l’abbiamo stroncata prima che potesse aprire le ali. Certamente ci saranno altri Villain ma lei aveva potenziale. Spero di ricredermi.

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