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Un’edizione rilegata in rosa antico di "Cime Tempestose" di Emily Brontë appoggiata su un letto con lenzuola a righe, accanto a un set di segna pagina colorati.

Perché Cime Tempestose non è un disastro totale

Non aspettatevi una recensione tecnica di Cime Tempestose in quanto film. Le mie competenze cinematografiche si riassumono in un unico esame universitario dato con la stessa voglia con cui si va dal dentista e non voglio fingermi un’esperta.

Eppure, eccomi qui. Perché non stiamo parlando di un film qualunque. Stiamo parlando di Cime Tempestose, di Emily Brontë. La donna a cui dobbiamo la geniale e distruttiva invenzione dell’uomo oscuro, disfunzionale e possibilmente vestito di nero che oggi chiamiamo Romantasy. Parliamo di Heathcliff, colui che dal 2014 è la mia password del Wi-Fi e che, purtroppo per la mia vita sentimentale, ha plasmato i miei discutibili gusti in fatto di uomini.

Mentre il web a poche ore dalle prime nelle sale lancia bombe sul film al grido di “è tutto sbagliato”, improvvisandosi critici cinematografici, io mi preparavo al massacro nell’unico modo possibile: rileggendo il romanzo e annegando nelle lacrime per una settimana, giusto per alzare l’asticella del dolore.

Animata quindi dalla mia incessante voglia di essere delusa dagli adattamenti dei miei amatissimi romanzi, ieri sera sono andata insieme alla mia migliore amica a vedere Cime Tempestose, con aspettative bassissime e la certezza di piangere anche il Nilo.

Eppure devo ammetterlo: una volta spente le luci in sala, il disastro annunciato non è stato poi così totale. Anzi, ho amato il film.
Tra personaggi cancellati (Hindley ti ho sempre odiato, ma l’oblio non te lo meritavi), costumi estremi e un sospiro profondo, mi sono resa conto che non solo non è tutto da buttare, ma la regia ha dato prova di coraggio. In mezzo a quella tempesta di critiche al fiele, c’è qualcosa che merita di essere salvato (e no, non parlo solo di Jacob Elordi daiii).

Èd è proprio quello di cui voglio parlarvi.

Due parole sulla storia

Prima di iniziare dovreste leggere il libro CHIARAMENTE. Ma per chi non lo ha fatto riassumiamo qui 300 pagine che, dovreste leggere per essere parte dell’umanità. Ma andiamo oltre. 

Cime Tempestose è un romanzo gotico e romantico incentrato sull’amore ossessivo e distruttivo tra Heathcliff, un trovatello selvaggio “dalla pelle scura”, e Catherine Earnshaw, figlia dei suoi benefattori. Ambientato nelle brughiere dello Yorkshire, narra di come la loro passione travolgente venga ostacolata dalle differenze sociali tra i due, portando Heathcliff a una crudele vendetta generazionale contro le famiglie Earnshaw e Linton.

 
Un'edizione deluxe di "Cime Tempestose" di Emily Brontë, con copertina in tessuto corallo e illustrazioni di papaveri in oro e rosso, esposta su uno scaffale davanti ad altri volumi della collana Cranford Collection.

Particolarità del romanzo di cui NESSUNO parla: la voce narrante del romanzo non sono Catherine, Heathcliff o un narratore onnisciente. La storia ci viene raccontata da Elena, detta Nelly (vera Villain del film).
Noi abbiamo solo la sua versione della storia. L’antipatia di Nelly per Catherine traspare più volte nel romanzo, e inevitabilmente, il lettore riceve una verità parziale, velata dal giudizio di quest’ultima, senza mai vedere la storia d’amore sbocciata tra i due.

In quei vuoti, in quei momenti dove Catherine e Heathcliff sono soli in intimità, nelle brughiere o nel granaio di Wuthering Heights, tutto potrebbe succedere. Emily lascia la storia d’amore nei non detti, nella mente del lettore.

Come possiamo pensare che lo schermo possa anche solo eguagliare una storia che ognuno può scrivere nella propria mente?

Cosa non ha funzionato. Spoiler, il colore della pelle di Jacob non centra.

Non potevamo di certo aspettarci il romanzo senza variazioni, si parla sempre infatti di trasposizioni.

Nonostante questa mia consapevolezza il primo mancamento mi ha colpita esattamente 5 minuti dopo l’inizio del film, quando mi accorgo che manca un personaggio importantissimo: il fratello di Catherine, Hindley Earnshaw.

Perché è così importante?
Perché il conflitto con lui plasma il carattere feroce di Heathcliff: è il fratello di Catherine che invidia l’affetto del padre per il ragazzo trovato nella spazzatura. È sempre lui che vuole separare a tutti i costi Heathcliff e sua sorella perché il primo non è degno. È proprio vendicarsi su Hindley che Heathcliff fa ritorno a Wuthering Heights.

Viene quindi a mancare l’intero arco evolutivo di Heathcliff e, con questo, tutto lo scontro generazionale su cui si basa la vera cattiveria di quest’ultimo. Il suo voler ottenere tutto, dalle proprietà terriere alla distruzione dei figli di chi lo ha tormentato e denigrato da bambino (le famiglie Linton e Earnshaw).

È vero che il colore della pelle è una parte importantissima nella storia, ma lo è maggiormente Hindley, con tutto ciò che si ripercuote successivamente.

Senza la possibilità di questo scontro successivo alla morte di Catherine (che spoiler in realtà ha avuto una figlia dolcissima che Edgar chiama Catherine), Jacob non ha la possibilità di esprimere la pazzia del suo personaggio.

Altra cosa che proprio non sopporto nelle critiche è l’età di Margot Robbie.
Se il personaggio di Heathcliff è appiattito in un semplice gattino irascibile e molto innamorato, Catherine è magistrale. Ho amato ogni aspetto di Margot, perché rende il carattere volubile e altezzoso del personaggio così ODIOSO nel film.

Un minuto di silenzio per tutti quei personaggi che sono stati cancellati. Secondo me non c’era bisogno di eliminare un buon 50% del romanzo per esaltare la storia d’amore, ma ho capito perché è stato fatto.

Altri difettucci per me trascurabili ma non indifferenti. La povera Isabella Linton non meritava un destino così infausto per quanto mi riguarda. E nemmeno tutti quei fiocchi. Tutto si può dire del personaggio se non che fosse stupida e succube di Heathcliff. Scappa da lui appena scopre di essere incinta e sfida tutti per salvare il dolce pargolo dalle grinfie di un padre perfido.

Vi siete però domandati il perché quindi tutti questi personaggi così distorti?

Questo ci porta alla mia lettura personalissima e trascurabile che magari non vi interessa ma ve la dico lo stesso.

Non potevamo di certo aspettarci il romanzo senza variazioni, si parla sempre infatti di trasposizioni.

Nonostante questa mia consapevolezza il primo mancamento mi ha colpita esattamente 5 minuti dopo l’inizio del film, quando mi accorgo che manca un personaggio importantissimo: il fratello di Catherine, Hindley Earnshaw.

Perché è così importante?
Perché il conflitto con lui plasma il carattere feroce di Heathcliff: è il fratello di Catherine che invidia l’affetto del padre per il ragazzo trovato nella spazzatura. È sempre lui che vuole separare a tutti i costi Heathcliff e sua sorella perché il primo non è degno. È proprio vendicarsi su Hindley che Heathcliff fa ritorno a Wuthering Heights.

Viene quindi a mancare l’intero arco evolutivo di Heathcliff e, con questo, tutto lo scontro generazionale su cui si basa la vera cattiveria di quest’ultimo. Il suo voler ottenere tutto, dalle proprietà terriere alla distruzione dei figli di chi lo ha tormentato e denigrato da bambino (le famiglie Linton e Earnshaw).

È vero che il colore della pelle è una parte importantissima nella storia, ma lo è maggiormente Hindley, con tutto ciò che si ripercuote successivamente.

Senza la possibilità di questo scontro successivo alla morte di Catherine (che spoiler in realtà ha avuto una figlia dolcissima che Edgar chiama Catherine), Jacob non ha la possibilità di esprimere la pazzia del suo personaggio.

Altra cosa che proprio non sopporto nelle critiche è l’età di Margot Robbie.
Se il personaggio di Heathcliff è appiattito in un semplice gattino irascibile e molto innamorato, Catherine è magistrale. Ho amato ogni aspetto di Margot, perché rende il carattere volubile e altezzoso del personaggio così ODIOSO nel film.

Un minuto di silenzio per tutti quei personaggi che sono stati cancellati. Secondo me non c’era bisogno di eliminare un buon 50% del romanzo per esaltare la storia d’amore, ma ho capito perché è stato fatto.

Altri difettucci per me trascurabili ma non indifferenti. La povera Isabella Linton non meritava un destino così infausto per quanto mi riguarda. E nemmeno tutti quei fiocchi. Tutto si può dire del personaggio se non che fosse stupida e succube di Heathcliff. Scappa da lui appena scopre di essere incinta e sfida tutti per salvare il dolce pargolo dalle grinfie di un padre perfido.

Vi siete però domandati il perché quindi tutti questi personaggi così distorti?

Questo ci porta alla mia lettura personalissima e trascurabile che magari non vi interessa ma ve la dico lo stesso.

La generazione del “Come sarebbe potuto essere”

Emerald Fennell, con tutti i difetti del mondo, ha provato a dare una rilettura diversa della storia. Fotografia, vestiti e personaggi sono estasianti e disturbanti, le brughiere traspirano desolazione e magia, proprio come nel romanzo. Emerald ci dona un Heathcliff più morbido, una Nelly cattiva e subdola come la tua vicina di casa e dei Linton esageratamente barocchi, troppo eccessivi per essere veri.
Fermi tutti però: noi paragoniamo queste caratteristiche alla versione narrata da Nelly, che la fa da padrone nel romanzo. E se l’intento di Emerald era donarci la versione di Catherine Earnshaw della storia?

Per lei Heathcliff era ovviamente l’amore della sua esistenza, come scrive Emily:

“He is more myself than I am. Whatever souls are made of his and mine are the same.”

Lei non vedeva il male in lui, o meglio, lo vedeva ma era mitigato da questa interdipendenza che trascende le dimensioni di tempo e spazio.
Vede il male in lui come ciascuno di noi, lo vede in se stesso.
Quindi Heathcliff diventa più buono, solo pazzo d’amore e cupo, invece che vendicativo e manesco.

Nelly per Catherine è un personaggio subdolo, che mentre la seconda agonizza per un’infezione (nel romanzo non dovuta alla morte del bambino) la prima la bolla come lamentosa e la lascia morire. Nel film prende così la corona scintillante della Villain detronizzando il posto di Heathcliff.

La regista l’ha sempre detto: sarà la mia versione della storia. Una storia narrata da Catherine Earnshaw, una donna che nel romanzo di Emily distorce la realtà per piegarla ai suoi capricci. E quello che vediamo è proprio una storia distorta.

Catherine non può sapere come Isabella scappa da Heathcliff.
Non può sapere quale mostro Heathcliff sia diventato dopo dieci anni.
Non può sapere di avere avuto una bellissima bambina dai riccioli biondi, che come la mamma, si innamorerà di un bruto. Perché è morta.

Se usiamo questa chiave di lettura per il film, tutto diventa più sensato, le scelte diventano chiare. La versione di Isabella è sporcata dalla gelosia e dall’invidia di Catherine, l’opulenza della casa di Thrushcross Grange è frutto di uno sguardo di chi non aveva nulla, neanche il fuoco per scaldarsi.

La generazione del “Come sarebbe potuto essere”

Siamo davanti a una fanfiction delle più scintillanti.

La mia generazione ha sempre amato le fanfiction e la versione del 2026 di Cime Tempestose è una di queste, solo con molto budget in più. Ci piacciono queste storie, alla fine, perché ci mostrano come sarebbe potuto essere. Ci mostrano una storia alternativa che dona qualche speranza.

Ma alla fine funziona. Quando le luci della sala nel cinema si spengono sulla morte di Catherine (che nel romanzo avviene circa a metà) mi guardo intorno e vedo solo occhi rossi e pacchetti di fazzoletti passare di mano in mano.

In fondo Emerald voleva solo donare al mondo la speranza di Catherine. Che stare insieme a Heathcliff era possibile. Che potevano effettivamente amarsi, nonostante i capricci e la superbia di lei e l’indole vendicativa e spietata di lui.

Non è Cime Tempestose. È la Cime Tempestose che Catherine avrebbe voluto raccontare.

 

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