Arcoíris

13 marzo 2020
Quarto giorno #iorestoacasa
Paradossalmente nessuna giornata è uguale all’altra. Oggi l’ora d’aria la dedichiamo a donare un sorriso a distanza ad una donna che abita nel nostro rione un po’ allargato e alle mie zie che si affacciano al cancello mentre noi siamo dall’altra parte della strada.

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Coloriamo il cielo

Terzo giorno #iorestoacasa.
In qualche modo sto imparando a migliorare la qualità delle nostre giornate trascorse tra le stesse 4 mura di giorno e di notte, e non è poco. Il Museo Nivola che ci coinvolge nella colorazione del cielo con gli aquiloni, caffè virtuali, pranzo buono, prove aquilone in strada e poi sul balcone, chiacchiere con la vicina lontana da una finestra all’altra. Nombi volata, nomb’ata ventu, toccata de accattare sa currente zusta, ja er nudda.

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SurReale

Secondo giorno di realtà surreale. Un po’ d’aria aperta che male non fa, ma prima mi occupo della spesa. Mascherina e guanti. Entro e mi guardano come fossi un extraterrestre e intanto un uomo anziano tossisce e chi non ha la mascherina si solleva il giubbotto fin sopra la bocca. Lo faccio soprattutto per i miei che hanno una certa età dico, ma lo faccio per me e per tutti, perché dobbiamo farlo tutti. Dubito che questa cosa sia chiara, nonostante tutto. E pure basta poco, pochissimo.

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Il segno

Primo giorno #iorestoacasa
Scrivo le mie direttive personali per poter sopravvivere a questo inquietante caos che può partorire ansia, paura, panico e nervi a fior di pelle. Una di queste prevede prendere aria con i bambini, a distanza da qualsiasi essere umano che incontriamo per strada, ma non c’è pericolo, a piedi se ne vedono ben pochi.

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