Vedo

Sono giorni di dichiarazione d’indipendenza alla quale forse non ero ancora preparata. Ma loro si sa che crescono alla velocità della luce e tu non puoi che seguirli e osservarli sorprendendoti ogni volta.

Sono giorni di vai e vieni, e rivai e rivieni in una continua successione di eventi programmati e non, con azioni volontarie e a tratti inconsuete, con caldo estremo ma mura fresche.

Vedo attimi di felicità, sorrisi plateali, sofferenza celata, curiosità disconnessa, entusiasmo alle stelle, momenti di ansia travolgente, il sole che appare in mezzo ai rami, emozioni che investono il corpo come un treno in deragliamento, parti di paroline nuove, concetti da memorizzare, mare calmo, caos che deve partorire una stella che danza, Maya che diventa madre sotto i miei occhi, il canto come sempre terapeutico, le lacrime che bagnano il viso, giochi sparsi e infine il tanto atteso silenzio. Quello che ci vuole quando la testa ti scoppia, quando non sei più capace di trovare una logica nelle cose su cui riflettere, quando il cervello ha bisogno di una cosa soltanto: che qualcuno prema quel dannato pulsante.

Lo premo io.

OFF.

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