Strana la vita

Cinquantatreesimo giorno #iorestoacasa
Giornata di festa ma di fatto un venerdì qualsiasi, anzi un giorno come tutti gli altri. Giusto la speranza in un futuro lavorativo migliore per noi e per i nostri figli, per il resto vengo come sempre travolta dalla giornata che so come inizia ma non so come finisce.

Lavoretti da presto, ha scoperto la colla col pennello e l’abbandona solo per farsi la doccia. Il vento mi scoraggia ad uscire, ma i nervi mi suggeriscono di farlo. Appuntamento col pallone e con il baby vicino, a quanto pare siamo sintonizzati sugli stessi orari. Ora vediamo persone che abitano a due passi e che solitamente vedevamo molto di rado, mentre chi eravamo soliti frequentare appare solo tramite uno schermo. Strana la vita.
La giornata prosegue con dei compiti per me e un pò d’aria dentro casa a fare qualcosa di arretrato e qualcosa di nuovo e stimolante. Arriva ben presto l’ora della cena, sempre alla stessa ora onde evitare scleri potenti e ritardi sulla tabella di marcia che mi portano al relax serale. Non credevo si potessero fare più di dieci domande al minuto, mi sbagliavo. Ne ho la prova durante la cena, ripetendo a tavolino le stesse risposte relative al film Frozen 2, per più di mezz’ora. Alla fine sono più confusa di lei e inizio a fare domande alle quali sa rispondere perfettamente. Non voglio approfondire il perchè di quella cena horror, non ne ho le forze. Proseguo con la scaletta serale, con qualche difficoltà che supero con una dose extra di pazienza. E anche oggi è andata. Rimetto dentro casa il contenitore della differenziata, ancora una volta ho scordato che in questa quarantena le feste vestite di rosso sono comunque all’interno del calendario di questa vita surreale. Ma tutto questo passerà, prima o poi.
#giorno53 #andràtuttobene

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