Sincronicità

Giornata caratterizzata da tante ore d’aria in cui respiro a pieni polmoni e penso a quanto sia bella la vita. Il nostro primo caffè al bar, come in passato dopo ogni visita di controllo. Notiamo il nostro bar aperto e subito pensiamo la stessa cosa. Lo propone prima lui, accetto. Telepatia familiare.

Tavolino all’esterno, mascherina, gel. Un caffè lungo per lui e una crema caffè per me. Bellissima sensazione di ripresa, di quotidianità che ci mancava, di condivisione e racconti del passato. Non so perchè mi parla dell’infinita pazienza di mio nonno Matteo e della forza di mia nonna Angelina. Più tardi una mia amica che mi scrive su come ho affrontato la quarantena e queste caratteristiche fanno capolino nei nostri discorsi. Sincronicità. E’ tornata, ne sono felice. Mi dedico a me, mi ascolto, lavoro ad un progetto che aspetta la supervisione della mia collega e amica di penna, e come sempre non vedo l’ora di finirlo per vedere l’effetto che fa. La pazienza a volte può essere anche impaziente. Il piccolino che torna felice e contento dalla sua gita, lei che gioca serena e tranquilla da far spavento. Come a volte ciascuno di noi ha bisogno di stare lontano l’uno dall’altra, di vivere i suoi spazi e fare le sue cose condividendole con persone diverse. E alla fine torniamo a casa, loro si addormentano col rumore della pioggia, io li guardo dallo specchietto retrovisore. Lei che accarezza la sua manina, lui che la guarda con gli occhi dell’amore fraterno. E questo è un bellissimo finale di giornata, una di quelle colorate anche senza la luce del sole.

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