Pseudo normalità

La sindrome della capanna che occupa ancora spazio nella mia mente, la ricerca della normalità, l’arrivo dell’estate e del caldo, quello vero. La ripresa dell’appuntamento con la famiglia del lunedì, la pseudo festa a distanza, i tanti come va e i tanti bene dai. Ma di quei bene dai chissà quanti invece sono male ma faccio prima a dire bene che tanto non cambia niente.

Gli spartiti ancora nella sede blindata, i nuovi progetti e il viaggio mancato. Malaitu ‘e coronavirus. Ma è comunque bello rivederci, guardarci negli occhi, ascoltarci senza le cuffie, vedere che sorridiamo ancora, nonostante tutto. Alcune cose non sono cambiate, purtroppo e per fortuna. Torno a casa stanca, come sempre. Mi chiedo se anche gli sbadigli vanno fatti sul gomito come gli starnuti. Mi chiedo se torneremo presto alla normalità degli abbracci o se saremo costretti ad una nuova quarantena. Sono ottimista e opto per la prima ma quell’altra opzione è sempre lì in agguato che ci guarda di sottecchi come per dire occhio che vi tengo d’occhio. Eja, lo sappiamo. A distanza, con la mascherina, disinfettante, senza abbracci, senza baci, rajos e tronos. Cale normalità. Viviamo in una pseudo normalità che per ora ci fa stare non dico bene ma molto meglio. Ok, godiamo di questo miglioramento che se penso alla nostra vita di due mesi fa ora mi sembra di vivere in paradiso. Abellu abellu, sempre.

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