Noi, tutti noi

Sembra impossibile ma è successo. Un’intera giornata fuori dal mondo, senza minimamente pensare alla pandemia e a ciò che comporta quest’assurda follia che stiamo vivendo. Complice il mare, i suoi profumi e la sua aria di libertà. Una spiaggia quasi deserta, un po’ di vento che allontaniamo cambiando spiaggia, anche questa con pochissime persone presenti e distanti.

I piccoli impazziti dalla felicità, l’acqua non esattamente calda ma a loro sembra bollente, un polpo in riva che si mimettizza con lo scoglio forse convinto che io sia Piero Angela o Licia Colò. Non lo avevo mai visto in questa sua magica attività. Bellissimo. Pranzo in pineta dove il profumo evoca sempre dolci ricordi, ricerca di pinoli e un riposo mancato nonostante l’amaca voglia accoglierci e coccolarci tra la brezza marina e uno splendido silenzio assordante. Giochi con la sabbia, muro super resistente degno di qualsiasi ingegnere e pozza d’acqua per fare salti di gioia. Merenda tardiva perché non c’è tempo da perdere, scivolo sulla spiaggina e arrampicatina sugli scogli. Le ore volano, come in una favola. Ma qui non c’è nessun lupo cattivo e nessuna principessa in coma farmaceutico in attesa di un principe per essere salvata, non ci sono streghe cattive e mele avvelenate, torri senza porta o castelli disabitati. Qui ci siamo solo noi e il mare. Torniamo a casa dopo una doccia selvaggia e una cena veloce per evitare le zanzare. Torniamo alla realtà dove la mela si chiama covid, il coma è la terapia intensiva che è abitata soprattutto da principi e non da principesse mentre chi ci salverà saremo noi, tutti noi.

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