Il domandone finale

Giornata strana, metereologicamente altalenante e con diversi colpi di scena. Il delirio che si alterna alla tranquillità, il rumore che ogni tanto si trasforma in un meraviglioso silenzio. Pioggia, sole, pioggia, sole. Apri le persiane, chiudi le persiane, apri il Loche’s Cafè, chiudi il Loche’s Cafè, metti la cera e togli la cera. Un visitatore che accoglie un vicino di casa e la finestra sul mondo che ospita un bel trio distanziato, uno per ogni metro di garrela.

Grissini a profusione che m’illudo mi permettano una chiacchierata senza interruzioni. Mamma, mamma, mamma, mamma. Ite. Ite. Ite. Ite. Chiacchierata a rate ma va bene lo stesso, un tocco di colore prima di un bel temporale. Ci ritiriamo nelle nostre stanze e mi porto dentro una bella ispirazione per fare una pastasciutta che non faccio da un sacco di tempo. Riscuote un notevole successo, i pancini sentitamente ringraziano. Nanna e film, di cui puntualmente vedo solo l’inizio che ormai conosco a memoria e ho il terrore delle domande di stasera relative al finale. Ma non voglio pensarci, mi godo un pomeriggio di libertà che riempio subito con mille cose da fare e da disfare. I bambini felici e pieni di sabbia, hanno finalmente respirato aria di libertà. Arriva il momento della cena e del domandone finale. Le mie gambe tremano, la paura scorre nelle mie vene e l’ansia s’impossessa di ogni millimetro del mio corpo. E d’un tratto, dal silenzio che proviene dalle bocche intente a masticare il cibo, si innalza una piccola voce: mà comente est’andada Elsa a Ahatollan? Vale respira. Vale respira. Concentrati, puoi farcela, è più facile del previsto. Vai. Chin su cavaddu. Cala il sipario, niente più domande, sarà l’effetto della fine del lockdown. Perchè con questa fase due finiranno molte cose, alcune belle, altre meno positive ma forse necessarie.

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