E como hakuna matata

Forse si poteva andare al mare, o forse no. Chissà se c’era caldo o se occorreva vestirsi a puntino per sfidare il vento e sopportare la sabbia negli occhi. Chissà. Col dubbio restiamo a casa, per una domenica per niente particolare, una di quelle tipiche autunnali in cui si ha poca voglia di uscire e si desidera il divano per tutto il giorno. Ma il desiderio è piuttosto lontano dalla realtà.

Mi ritrovo travolta dalle pulizie pur senza saperlo. E’ quello che capita quando inizi con un’idea e poi ne agganci altre mlle della stessa serie ma in diverse stanze e a vari livelli. All’ora di pranzo sono già cotta e stracotta. Un film mi salverà. Il re leone. Una storia che parla del passato e di quanto questo può continuare a far male. Kimba può scappare o imparare da esso. Sceglie la seconda, sceglie il cambiamento. I pop corn arrivano dopo il film, m’illumino sul fatto che sia domenica, mi ricordo la tradizione durante la quarantena. Sembra una vita fa. Eppure è passato solo un mese. Passeggiata, dietro front, lavoretti e delirio serale di quelli potenti che si placano solamente con il piatto pieno. Ok, apparecchiamo la tavola che stasera ospita diverse cose. Non importa, oggi siamo free. Cena come se non ci fosse un domani, pigiama e documentario sui leoni, per stare in tema. Nanna, santissima nanna che arriva come un bellissimo regalo. Off. E como hakuna matata.

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