Come si fa?

Oggi il rumore dei tasti è diverso, lo sento come un’altra musica, sarà l’effetto del film che ieri ho visto per la seconda volta. Una di quelle pellicole che vorresti fermare ogni cinque minuti per capire meglio i collegamenti dei vari personaggi e delle loro azioni. E ti viene voglia di rivederlo, subito, appena esce la scritta the end.

La giornata è iniziata con questo rumore, bellissimo. Si è poi avvolta nel turbinio di una vecchia quotidianità, quella che mi mancava ma non avevo il tempo per provarne la nostalgia. Di fretta, di corsa, come per prendere un treno invece no. Lestra che bentu per riuscire a fare più cose possibili, per utilizzare al meglio il tempo a mia disposizione che anche oggi non è comunque abbastanza. Stop, mi fermo. Faccio ciò che posso, che non è comunque poco. Pomeriggio tutto per loro, in un parco giochi dove si può bere un buon caffè ma non si possono utilizzare i giochi. Pensavo si potesse. In realtà non si capisce, ci hanno detto di chiuderli per evitare assembramenti. Va bene, rispettiamo le regole. Ci proviamo, perchè poi arrivano altri bambini, sono pochi ma si assembrano nella panchina che diventa il loro parco giochi. E il piccolino li raggiunge ogni due minuti e si avvicina a loro per toccarli e accarezzarli. E giù a prenderlo, spostarlo e dirgli che bisogna tenere la distanza ma cosa vuoi che ne capisca a 18 mesi di cosa sia il distanziamento sociale. Perchè uno dei bisogni principali dei bambini è la socializzazione, lo stare insieme agli altri, osservarli, imitarli, entrare in contatto con loro. Quello umano, quello vero. Perchè le scuole e gli asili sono chiusi da più di due mesi e quei contatti sono stati rubati, ma ora che i bambini possono uscire dalla gabbia come si fa a tenerli per mano ed evitare che vivano la socialità? Come si fa a chiedere loro di stare lontani dalla vita? Come si fa a dire loro che possono stare con gli altri bambini ma da lontano? Perchè i giochi possono anche essere chiusi, ma la loro voglia di stare insieme non ha nessun nastro che la delimita.

2 risposte a “Come si fa?”

  1. E organizzare i giochi a distanza in centro di aggregaZione??va bene pianteremo le piantine distanziati…correremo in corse parallele e staffette (senza mascherina…se no ho paura che svengano). Ma per una come me che organizza la giornata degli abbracci e la coperta dei desideri per creare il contatto… è una violenza!!
    Non poterli abbracciare all’accoglienza…che non sarà tale…un’accoglienza distanziata dal misurazione temperatura..prendi gel…lava le mani…non toccare questo. Aspetta che devo disinfettare questo gioco. ..ora prendilo tu!!aspetta lo devo ridisinfettare.
    Non l’ho ancora provato!!ma è qualcosa che mette da parte l’empatia che passa da gesti…. Si dobbiamo reinventarci ma tutto questo ci rende meno umani…
    Ci parleremo con gli occhi oltre la mascherina…ma non sarà lo stesso non godere dei nostri sorrisi!!

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