Chissà

Continuo a vivere questa fase 2 in modo molto confuso, come se mi sentissi libera ma con le catene, come se avessero aperto le porte della prigione ma con il filo spinato all’entrata. Di fatto non abbiamo ancora festeggiato questa libertà, ne abbiamo solo assaporato qualche goccia cercando di capirne il sapore.

Continuiamo la nostra vita cercando di respirare, questo è il nostro attuale obiettivo. Dicono che la natura ci salverà, proviamo a cibarcene ogni qualvolta riusciamo ad andare a trovarla. Lei è sempre lì che ci aspetta, pronta a regalarci ossigeno e non solo.
Barbecue fumante, carne arrosto e verdure fresche, caffè, dolce e lavoretti con la carta per non perdere l’abitudine e la manualità che io in realtà non ho mai avuto. Mi faccio guidare, con lei che fa da tutorial spiegando ogni minimo passaggio. Rientriamo a casa stanchi e sporchi, la vasca piena d’acqua e di schiuma li accoglie in un caldo abbraccio, ma solo dopo aver giocato un po’ in strada. Credo che le chiacchierate con i vicini che ho fatto in questi due mesi e mezzo superano alla grande tutte quelle che ho fatto in tutti questi anni di domicilio in questa casa. La finestra sul mondo non è mai stata così aperta e non ha mai accolto nessun pargolo in pigiama come queste sere. Voglio vivere così. Col sole in fronte. E felice canto. Beatamente. La canzone di stasera cantata a squarciagola dal davanzale. Il piccolino che chiacchiera col vicino, come se volesse raccontargli la sua splendida giornata. Poi chiudiamo le persiane, tutti a nanna. E chissà cosa succederà domani, chissà se capiremo più cose di quello che ci sta succedendo e di ciò che ci accadrà. Chissà se la confusione si attenuerà o sarà ancora più complessa. Chissà.

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