Altrimenti che vita è

Oggi un pasto in più, una seconda cena offerta gentilmente dalla vicina con la quale abbiamo condiviso il pasto serale, in garrela. Noi, i bambini un po’ in bicicletta e un po’ sulla stradina. Pizzette al taglio, acqua e gelato. Una cena condivisa tra racconti e mamma vadia, manine sporche che accarezzano i pantaloni e felicità pura e semplice. E la super focaccia che mi gusto in questo momento, accompagnata da una bella coca cola fresca super meritatissima, come sempre.

Il film su Felicia Impastato, Cinisi, Peppino. Giusto oggi ho parlato di quel viaggio in Sicilia con i ragazzi, di quel giorni nei campi di Libera, delle parole di Giovanni, della loro casa piena di ricordi e di lotte, di dolore e di voglia di libertà. Bellissimi ricordi che hanno arricchito le nostre vite di speranza, quella che ci serve ora anche se in forma diversa, quella che non dovremo abbandonare mai perchè altrimenti che vita è, quella che a volte perde la bussola ma poi ritorna per darci la forza di resistere e lottare. E l’importante è che torni, che stia con noi, che ci accompagni anche in questa seconda fase apparentemente più facile della prima. E noi non dobbiamo mollarla, dobbiamo tenercela stretta e usarla per scacciare la paura che è sempre dietro l’angolo pronta ad impossessarsi di noi. No, stai ferma lì, immobile. Mettiti la mascherina e guardaci negli occhi, a distanza. Lontana, perchè ora non abbiamo bisogno di te ma di credere in un futuro migliore per tutti.

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