L’apnea può bastare

La giornata inizia presto, ma non più del solito. E’ comunque presto quando i miei piedi toccano il pavimento e le mie mani cercano il contatto con la caffettiera, con il sottofondo di tahjjkjflkjutk nkljaiiykn hklafhisyegys mnklfik tatata e due piedini nudi che sgambettano senza vedere l’ora di indossare le scarpette e iniziare a fare i duemila km giornalieri.

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Pseudo normalità

La sindrome della capanna che occupa ancora spazio nella mia mente, la ricerca della normalità, l’arrivo dell’estate e del caldo, quello vero. La ripresa dell’appuntamento con la famiglia del lunedì, la pseudo festa a distanza, i tanti come va e i tanti bene dai. Ma di quei bene dai chissà quanti invece sono male ma faccio prima a dire bene che tanto non cambia niente.

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Giornate insolite

Di quelle giornate insolite da riprogrammare in continuazione finché è giorno per poi scoprire che i progetti saltano anche di sera. Il sole che viene a mancare e che spero si stia ricaricando per splendere alla grande per tutta l’estate, le nuvole in dolce quiete indecise sul da farsi e il nostro umore che rispecchia il loro essere odierno.

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E como hakuna matata

Forse si poteva andare al mare, o forse no. Chissà se c’era caldo o se occorreva vestirsi a puntino per sfidare il vento e sopportare la sabbia negli occhi. Chissà. Col dubbio restiamo a casa, per una domenica per niente particolare, una di quelle tipiche autunnali in cui si ha poca voglia di uscire e si desidera il divano per tutto il giorno. Ma il desiderio è piuttosto lontano dalla realtà.

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